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giovedì 10 gennaio 2013

Consapevolezza tramite il contatto fisico

Quando tocchiamo con le mani il corpo di una persona-anche senza esercitare pressione-possono succedere cose meravigliose, semplicemente grazie alla nostra presenza nel contatto: una profonda sensazione di energia,una comunicazione sensibile, come se venissero toccati  e smossi strati profondi del nostro essere e la sensazione che questo contatto ci stesse aiutando ad avvicinarsi a noi stessi e ad accettarsi.


Questo contatto,anche senza scopo preciso,può avere molti effetti,anche se scientificamente non se ne trova una spiegazione. Avendo constatato che succedono queste trasformazioni "miracolose" dobbiamo riconoscere che il contatto fisico produca dei cambiamenti. Ma alla fine è la coscienza che viene toccato e mette in moto dei processi di trasformazione.


Tramite il contatto riprendiamo coscienza di parti di noi del nostro corpo fino al allora "dimenticate" e da ciò avviene il cambiamento. Questo non esclude però che possano avvenire varie forme di trasformazione ed a vari livelli,provocate da diversi tipi di contatto. Se sappiamo che la consapevolezza può produrre trasformazioni, allora possiamo anche accettare che diversi tipi di contatto possano pure produrre trasformazioni.


Quando arriviamo a comprendere che a produrre l'effetto più consistente sui diversi modelli di azione è la presa di coscienza, la consapevolezza, allora possiamo usare una serie di tecniche per stimolare questa presa di coscienza.


" Vivi con attenzione - qualsiasi cosa tu faccia- camminare, sedere, mangiare- ridere....oppure quando non fai nulla, semplicemente respiri, ti riposi, ti siedi sull'erba- non dimenticare mai, che tu sei un osservatore. Fonsisteai diventare questa osservazione una realtà interna continua,...sarai sorpreso nel vedere come la qualità della tua vita cambierà".       (Osho)


Il contatto consiste nello sviluppare la consapevolezza corporea, come primo passo in direzione di un raccoglimento interiore, nel portare cioè la consapevolezza ad un nuovo orientamento, dall'esterno verso l'interno in uno spazio interiore di pace e di silenzio.


Non si tratta di una "fuga verso l'interno", ma di un profondo radicamento nella nostra propria realtà. Un riavvicinarsi alla nostra Essenza.


Impariamo ad indirizzare la nostra attenzione, la nostra naturale capacità di osservare, versom i segreti e i miracoli del nostro proprio essere. Tutto ciò senza giudizio, ma con una semplice attitudine di osservatore, di "testimone".